Donne quadro: il TAF fa da apripista
Con Marianne Ryter alla presidenza e Stephanie Rielle a capo del Segretariato generale, il TAF è capitanato da due donne. Anche la composizione della Commissione amministrativa e delle presidenze delle corti è equilibrata. Le donne rappresentano il 57 per cento degli effettivi del tribunale e costituiscono quindi la maggioranza. La situazione è leggermente diversa nel corpo dei giudici, dove le donne sono il 43 per cento. Va tuttavia rilevato che la quota di giudici donna cresce costantemente: solo dieci anni fa era ancora del 27 per cento. Anche rispetto al Tribunale federale e ai dipartimenti dell’Amministrazione federale, il TAF si piazza in ottima posizione per quanto riguarda la quota rosa a livello dirigente.
Iniziativa respinta dal Consiglio nazionale
Il tema dell’uguaglianza di genere nei tribunali della Confederazione è stato discusso di recente anche alle Camere federali. Nel settembre 2017 il consigliere agli Stati neocastellano Raphaël Comte ha depositato un’iniziativa parlamentare per un’equa rappresentanza di genere in seno alle autorità federali (Consiglio federale e autorità giudiziarie), nella quale sostiene che la rappresentanza di genere ha la stessa importanza della rappresentanza delle regioni e delle comunità linguistiche. Nel marzo 2018 il Consiglio degli Stati ha accolto l’iniziativa, mentre nel marzo dell’anno successivo il Consiglio nazionale l’ha respinta, e quindi si è giunti a un nulla di fatto.
I team misti lavorano meglio
Dal punto di vista scientifico, è dimostrato che i team composti da persone di sesso diverso forniscono risultati migliori. Secondo Mirco Facchin, responsabile delle Risorse umane, il TAF si adopera per formare team misti non solo per quanto riguarda il genere ma anche l’età e l’esperienza. Per la segretaria generale Stephanie Rielle è importante coinvolgere maggiormente negli organi decisionali anche giovani collaboratori di ambo i sessi, in particolare in vista della digitalizzazione.
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